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DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

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TTIP, questo sconosciuto

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Sapete cos’è il TTIP?
Il TTIP (Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti) è un trattato di libero scambio che l’UE sta negoziando con gli Stati Uniti. I negoziati sono ancora in corso, ma i testi su cui si discute sono segretissimi e sono nascosti persino ai membri del Parlamento Europeo. Il TTIP nasce per uniformare le regole e le leggi tra l’UE e gli USA, ma negli USA non esiste una protezione del consumatore come da noi e il TTIP potrebbe aver conseguenze enormi sulle nostre vite: OGM, cloni animali, farmaci e cosmetici nocivi, sono tutti pericoli in agguato.

Il TTIP e gli alimenti: il boccone avvelenato
In Europa ci basiamo sul principio di precauzione: basta il rischio che un alimento sia nocivo per condizionarne la vendita. Gli USA invece rovesciano l’onere della prova e ogni prodotto è sicuro finché non se ne dimostra scientificamente la nocività come nel caso dei polli lavati con il cloro o degli animali allevati con ormoni della crescita e riempiti di antibiotici. Infine, nell’Unione Europea la tracciabilità degli alimenti copre tutte le fase dalla produzione al consumo a differenza degli USA, dove gli unici dati riguardano le aziende che commercializzano il prodotto, un bello smacco per le eccellenze locali italiane e un boccone avvelenato per consumatori e produttori.

Gli OGM senza regole
Gli OGM vegetali o animali sono permessi in Europa, ma ogni nuova richiesta di commercializzazione viene valutata dall’agenzia per la Sicurezza Alimentare e deve superare un lungo processo di approvazione. Negli USA l’autorizzazione degli OGM è quasi automatica e parte dal presupposto che le piante transgeniche non sono differenti dalle varietà da cui provengono. In EU, inoltre, se un alimento contiene OGM lo si deve riportare obbligatoriamente in etichetta contrariamente a quanto previsto negli USA. Col TTIP, il rischio è che il sistema americano, molto più conveniente per le grandi multinazionali, venga imposto in Europa.

Il TTIP e la clonazione animale
Negli USA i cloni animali o lavoro progenie sono considerati del tutto uguali agli animali nati naturalmente. In UE i prodotti ottenuti da cloni devono essere sottoposti ad un processo di valutazione segretissimo definito da un regolamento. La loro eventuale presenza, inoltre, deve, essere chiaramente indicata in etichetta contrariamente a quanto accade negli USA. Se il sistema USA fosse applicato in Europa, non sapremmo mai se stiamo utilizzando un prodotto derivante.

Cosmetici: il “trucco” del TTIP
I cosmetici in USA non vengono registrati e il test sulla sicurezza che facciamo in UE non è obbligatorio. Mentre da noi oltre 1300 ingredienti non possono entrare nella composizione di cosmetici, in USA gli ingredienti vietati sono meno di 20. Inoltre da noi i cosmetici non possono essere testati sugli animali mentre negli USA questo è consentito.

I farmaci dell’era del TTIP
Vista la segretezza dei negoziati, non è dato sapere cosa conterrà il TTIP in campo farmaceutico, ma grazie a un documento trafugato sappiamo quali sono le richieste dell’industria farmaceutica e.. c’è da preoccuparsi. In particolare l’industria vuole l’allungamento dei tempi del brevetto, più limiti alla circolazione dei farmaci generici, prezzi più alti per i farmaci pagati dal sistema sanitario nazionale e riduzione della concorrenza. Il rischio è che questo proti a farmaci con prezzi più alti, valore terapeutico inferiore e un minor numero di farmaci coperti dai nostri sistemi sanitari.

Nanomateriali: un cavallo di troia invisibile
I nanomateriali sono particelle dalle dimensioni tanto ridotte da renderle capaci di attraversare le barriere cellulari. Negli USA le regole sono pensate per favorire l’applicazione commerciale di questi prodotti, mentre in UE la loro valutazione avviene secondo regole precise che prevedono anche l’etichettatura dei prodotti che li contengono oltre un certo limite. Con il TTIP l’UE riceverebbe forti pressioni per adottare lo standard americano.

La clausola ISDS: le corporation contro gli Stati
Il TTIP contiene una clausola con una sigla oscura: ISDS. Si tratta di un meccanismo che permette a qualunque investitore estero di fare causa ad un Paese per perdite di profitto anche presunte derivanti da una politica pubblica. La causa non si svolge davanti a un tribunale nazionale, ma davanti a una corte arbitrale. La sentenza è inappellabile e l’indipendenza dei giudici non è garantita. Grazie ad un accordo simile al TTIP una multinazionale americana delle sigarette ha chiesto all’Australia miliardi di dollari di compensazione per avere imposto pacchetti anonimi.

Privatizzazioni e smantellamento elle nostre leggi
Con questo accordo si potrebbe anche aprire la via a privatizzazioni massicce dei servizi pubblici, l’acqua, il trasporto pubblico, la distribuzione dell’energia o il sistema sanitario. Questi servizi possono già essere privatizzati, ma con il TTIP e la clausola ISDS le privatizzazioni potrebbero essere irreversibili. Inoltre, un’azienda statunitense potrebbe individuare, negli standard ambientali per la gestione delle risorse idriche o dei rifiuti, limiti alla concorrenza e chiederne la rimozione a discapito delle garanzie per i cittadini.
Più cittadini saranno informati, meno possibilità avranno di cambiare le nostre vite!
Qui un video che.... nessuno mai vi farà vedere!!

Altro articolo che spiega in parole semplici cosa è il TTIP e le conseguenze derivanti da una sua approvazione nelle sovranità dei paesi europei
Se avete letto i giornali – italiani e internazionali – negli ultimi mesi, è probabile che vi siate imbattuti più di una volta nella sigla TTIP. Con questa sigla si intende il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti: TTIP è un acronimo del nome in inglese, “Transatlantic Trade and Investment Partnership”.

È un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America: inizialmente veniva chiamato TAFTA, da area transatlantica di libero scambio, riprendendo l’acronimo di altri simili trattati già esistenti (come il NAFTA). Il trattato è ancora in fase di discussione, non solo tra le parti: nella politica e tra i gruppi che ne stanno seguendo i negoziati, il quale prevede che le legislazioni di Stati Uniti ed Europa si pieghino alle regole del libero scambio stabilite da e per le grandi aziende europee e statunitensi.

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