VIDEO 5 GIORNI A 5 STELLE

DI BATTISTA - 11.05.2016 OTTOEMEZZO

11.05.2016 - ALFONSO BONAFEDE (M5S) Unioni civili: tutta la verità in faccia al governo

domenica 29 novembre 2015

I danni alla salute provocati dagli impianti a biogas e biomassa

Sabato 28 novembre si è svolto il convegno organizzato dal Comitato Anzio No Biogas per informare i cittadini del progetto dell'Impianto previsto in via delle Cinquemiglia.
Discreta è stata la partecipazione dei cittadini nonostante i ristretti tempi con cui l'evento è stato organizzato. Le "lessons learned" sulla tipologia di impianto e sugli effetti inquinanti, le emissioni, i miasmi, il traffico di mezzi pesanti, i rumori, la trasformazione del territorio, la svalutazione immobiliare, la mortificazione della vocazione turistica di tutta la zona, hanno attirato l'attenzione dei partecipanti che hanno colto appieno la necessità di diffondere in maniera capillare le informazioni acquisite sul territorio.

Relatori della conferenza sono stati Giancarlo Ceci (*), il Prof. Ronchetti dell'Università La Sapienza e la dottoressa Sonia Modica a cui vanno i più vivi ringraziamenti per la loro partecipazione.
Hanno partecipato all'evento: Il Comune di Pomezia, con la presenza dei Consiglieri Comunali Zuccalà, Velli e Raspa; Il Meetup "i grilli di Anzio"; Il Comitato Sacida; Il Circolo PRC Anzio; Il Movimento 5 stelle Albano Laziale; Il Comitato No Inc di Albano Laziale; I Meetup di Nettuno; Il comitato No Miasmi; Gianlorenzo Bernini e Francesco Cosentino.

Per chi non ha potuto partecipare all'evento, allego un video che spiega in parole semplici e comprensibili quali sono i danni alla salute provocati dagli impianti a biogas costruiti in vicinanza dei centri abitati.
Fabio Angeletti



(*) Giancarlo Ceci, perito industriale, ma soprattutto attento cittadino sensibile alle tematiche ambientali e sanitarie, che con grande generosità ha messo a disposizione il proprio tempo e il proprio sapere per offrire, gratuitamente, questo Progetto Pilota che ogni Sindaco potrà adottare adeguandolo alla propria realtà locale. Giancarlo vive a Cave e collabora soprattutto con il “Laboratorio Comune” (gli alter ego nel tavolo dei Sindaci), e con i comitati NoBiogasGallicano e ComitatoDifesadelTerritorio (area Castelli Romani-Colli Prenestini-Alta Valle del Sacco). Per contatti giancarlo.ceci@inwind.it

sabato 28 novembre 2015

Sportelli #AntiEquitalia: scoppia il caso #Lamezia Terme

Prende sempre più forma la rete dei punti AntiEquitalia del MoVimento 5 Stelle, che raggiungono questo fine settimana anche Liguria, Toscana e Umbria. Dopo gli eventi di inaugurazione a Cagliari, Lamezia e Napoli adesso tocca al Centro-Nord. Venerdì 27 sarà la volta di Pisa, dove Carlo Sibilia, Alfonso Bonafede e il capogruppo in Regione Toscana Giacomo Giannarelli inaugureranno lo sportello di via Fiorentina. Sabato doppio appuntamento: la mattina Foligno (Pg) e il pomeriggio a Sarzana (Sp). In Umbria oltre a Sibilia ci saranno i deputati Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini, oltre al capogruppo in Regione Andrea Liberati. In Liguria, a Sarzana, invece previsti Carlo Sibilia, Sergio Battelli e Alice Salvatore, capogruppo in Regione del M5S.
Nel frattempo prosegue molto bene intanto l'attività del punto SOS AntiEquitalia della Calabria, che in un paio di settimane ha mandato il tilt lo sportello Equitalia Sud di Lamezia Terme. "La casistica più frequente rilevata dai nostri attivisti - spiega Sibilia - è stata quella dell'avvenuto decorso dei termini di legge di prescrizione dei tributi portati dalla cartella esattoriale. E' assurdo però che a Lamezia Equitalia si rifiuti di accettare le domande di sospensione chiedendo che ad esse siano allegate una sentenza di un giudice che certifichi l'intervenuta prescrizione. Che forma di autotutela è questa? Stiamo provvedendo alle adeguate contromisure attraverso interrogazioni parlamentari e valutando l'ipotesi di omissione di atti d'ufficio a carico degli operatori di Equitalia. Il nostro interesse è difendere i cittadini".

Di seguito i dettagli dei prossimi appuntamenti:
Venerdì 27 novembre
Pisa, via Fiorentina 214/c - ore 11.30
Sabato 28 novembre
Foligno (Pg), corso Nuovo 2 - ore 10
Sabato 28 novembre

Sarzana (Sp), via Sobborgo emiliano 46 - ore 17.30

#5giornia5stelle del 27 Novembre 2015 - #padoanrispondi

Terrorismo: il M5S ha le idee chiare. Usare bene l’intelligence, ma soprattutto affamarlo, togliergli la benzina, come spiega Angelo Tofalo. Ovvero bloccare i flussi di denaro che partono da tanti Paesi anche “insospettabili” e consentono all’organizzazione terroristica di funzionare. Ma Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia, è l’unico ministro che ancora non si è presentato al Copasir per la sua relazione sul terrorismo. Noi vogliamo sapere da lui se esistono flussi di denaro dall’Italia verso i terroristi: Padoan deve rispondere.

Roberto Fico poi ci dà una grande notizia: è stata eliminata la pubblicità da tutti i canali RAI dedicati ai bambini. Un bel successo del lavoro della Commissione di Vigilanza, e del MoVimento 5 Stelle. Ma non ci fermeremo qui: il prossimo passo è l’eliminazione della pubblicità al gioco d’azzardo, e i sottotitoli per i non udenti.

In aula Mirko Busto parla di clima, in vista del Vertice di Parigi, e insieme a Paola Nugnes ricordano quelli che sono principi fondanti del M5S: una diversa visione della produzione e del consumo, un cambio di paradigma per salvare il pianeta e il nostro futuro.

Ancora in aula alla Camera Alessandro Di Battista denuncia che, secondo la maggioranza, l’Italia è una Repubblica bancaria. Per l’ennesima volta, infatti, come ricordano Daniele Pesco, Alessio Villarosa e Carla Ruocco, il governo si è prodigato nel salvataggio di banche a spese dei cittadini.
Continua poi il cammino delle “riforme renziane”. E come denunciano Alfonso Bonafede e Giulia Sarti, questa nuova Costituzione è un obbrobrio e per giunta fragilissimo, in una sorta di vandalismo istituzionale. Neanche Berlusconi era arrivato a tanto! 

A Bruxelles i portavoce M5S manifestano tutta la nostra preoccupazione per il prossimo riconoscimento della Cina come “economia di mercato”, e le conseguenze che questo avrà sulle aziende italiane. Ben 3 milioni i posti di lavoro a rischio, cosa aspetta il governo a prendere posizione
Al Senato, è stato approvato un decreto legge in materia economico-sociale. Giovanna Mangili spiega perché il M5S si è astenuto: nel decreto non esisteva alcun piano organico sul dissesto idrogeologico. Il nostro territorio è stato ignorato per l’ennesima volta.

Ancora a Bruxelles, dove Marco Valli e Marco Zanni raccontano dei vantaggi del regime fiscale del Lussemburgo. Noi chiediamo che le multinazionali non abbiano più tali privilegi, e che i politici europei (tra i quali Juncker) riconoscano le proprie responsabilità sull’argomento.

Torniamo in Italia, anzi a Equitalia: continua l’apertura di nuovi punti anti-Equitalia del M5S, per tutelare e sostenere i cittadini nelle loro battaglie contro lo strozzino privato. Carlo Sibilia e Luigi Di Maio ci danno appuntamento in Toscana, Liguria e Umbria in questo fine settimana. In attesa del M5S al governo, che abolirà subito Equitalia.
Clicca qui! Scarica, stampa e diffondi il magazine che racconta ogni settimana tutto quello che succede in Parlamento, e che la TV non dice!



Avevamo ragione

Ricordate il caso Shalabayeva per il quale ci recammo in Kazakistan?
Bene, dopo 2 anni l’inchiesta ha confermato la nostra denuncia di irregolarità nel suo rimpatrio insieme alla piccola figlia Alma.
Sequestro di persona: è l’accusa che i pm di Perugia contestano al capo dello Sco (Servizio centrale operativo della Polizia) Renato Cortese, al questore di Rimini Maurizio Improta, ad altri cinque poliziotti e al giudice di pace Stefania Lavore.
Nel 2013 proponemmo una mozione di sfiducia per il Ministro dell’Interno Alfano, reo di aver dato l’ordine di espulsione, ma il parlamento votò contro.
Se ci avessero dato retta oggi le colpe ricadrebbero sulla mente del malefico piano invece che su chi eseguì gli ordini.
Ma in Italia, come si sa, pagano sempre i più deboli.
Fonte

Renzi mente, Gentiloni lo copre

Manlio Di Stefano
Abbiamo inchiodato il Ministro degli Esteri Gentiloni alle sue responsabilità e a quelle del Governo Renzi.
Un Governo colpevole di star fornendo le armi ai paesi che sostengono il terrorismo.
Pensate che negli ultimi 25 anni l’Italia ha venduto 90 miliardi di armi di cui gran parte sono finite in Medio Oriente ed in particolare in Siria, Yemen, Oman, Kuwait e Arabia Saudita. In poche parole vendiamo armi a chi poi le usa contro di noi. Pura follia.
La formulazione originale della legge 185/90 (quella che regola l’import/export di armi) dava al Ministro dello Sviluppo Economico la responsabilità di approvare qualsiasi transazione economica relativa alle armi. Ovviamente questo inchiodava i governi alle responsabilità ed è quindi stato modificato, oggi, infatti, le aziende che le esportano devono semplicemente notificarlo al ministero. Così è tutto più facile e le coscienze sono pulite, ovvio no?
Il M5S ha presentato già una proposta di legge per ripristinare la prima formulazione di questa legge perché è intollerabile che, mentre centinaia di migliaia di persone muoiono sotto bombe targate Italia, il Governo non abbia alcuna responsabilità.
Guardate il video con le mie domande e le risposte di Gentiloni, è uno spasso vederlo arrancare mischiando le carte in tavola.


A riveder le stelle *****

M5S - Le nostre posizioni sul Terrorismo

Guardate questo video, in 5 minuti esatti vi spiego quasi tutto riguardo le nostre posizioni sul terrorismo. Siria? Assad? ISIS? Le parole di Di Battista? Tutto.
Ascoltate e se avete voglia condividete.

E' solo questione di tempo...

giovedì 26 novembre 2015

Ha detto lo psichiatra che devo farti divertire. Silvana viene a casa tua a trombare. Ok?

I rapporti tra la lobbista e monsignor Vallejo Balda, membri della della Cosea (la commissione incaricata della riforma delle strutture economico-amministrative della Santa Sede istituita da Papa Francesco nel luglio 2013), imputati nel processo Vatileaks 2, emergono dalle carte del processo pubblicate dal Quotidiano Nazionale: "Ha detto lo psichiatra che devo farti divertire - dice la donna, intercettata, al prelato - Silvana viene a casa tua a trombare. Ok?"
Messaggi a sfondo sessuale. Minacce. Ricatti. Promesse di far incontrare Papa Francesco ai genitori di Matteo Renzi. Francesca Immacolata Chaouqui si muoveva con il passo della padrona all’interno delle mura leonine, stando a quanto emerge dal fascicolo con cui il pm vaticano ha ottenuto il suo rinvio a giudizio nell’inchiesta Vatileaks 2. E da una posizione di superiorità gestiva il rapporto con monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, ex segretario della Cosea, la Commissione incaricata della riforma delle strutture economico-amministrative della Santa Sede istituita da Papa Francesco nel luglio 2013 di cui anche la Chaouqui era membro, stando alle intercettazioni pubblicate dal Quotidiano Nazionale – Il Giorno. Le relazioni tra i due, imputati per sottrazione e divulgazione di notizie e documenti riservati, sono descritti dalle centinaia di messaggi scambiati tra i due su Whattsapp e finiti nelle carte dell’inchiesta.
La scorsa primavera i due erano strettamente legati, tanto che la lobbista suggerisce al monsignore il modo per svagarsi. “Ora che vai a San Sosti (paese della Calabria di cui la Chaouqui è originaria, ndr) mia mamma ti porta da Silvana… è perfetta, ed è una mia cugina, così può essere salvato anche il patrimonio genetico. Poi mi dici cosa ne pensi. 36 anni. Morbida“. “Hmmmm”, risponde Vallejo. “Martedì sera viene a casa tua a trombare. Ok?”, incalza la donna.
Il rapporto tra i due si fa più teso con il passare delle settimane e il 26 aprile 2015 Chaouqui lancia una serie di avvertimenti all’amico monsignore. “Comunque ora punto su un altro prelato – scrive la donna – ho deciso. Punto su Mistò”. E un minuto dopo torna alla carica: “Silvana vuole trombare. Che facciamo?”, domanda. “Io no”, risponde Balda. Ma la pierre non ci sta: “Tu sei perfetto, Silvana è morbida. Perché non va bene?”. Il sacerdote tiene il punto: “Lassa perdere. E’ bruta”. Chaouqui non si arrende: “Ha detto lo psichiatra che devo farti divertire. Lunedì Negroni fino alla morte”. L’assedio prosegue nelle settimane successive: “Se continui a fare di testa tua, con noi hai chiuso – lo avverte la lobbista – sono stanca di farti da badante (…) se fai casino, con la tua sicurezza e la tua protezione hai chiuso”.

Dalle carte emerge anche un altro episodio che ha come protagonista la famiglia Renzi. Secondo quanto scrivono gli inquirenti, Chaouqui ha portato i genitori di Matteo Renzi alla casa di Santa Marta, abitazione di Papa Francesco, “per fingere un incontro a pranzo: ma il Papa se n’è accorto e non è neanche sceso”, racconta la donna. “Avevo messo mesi a sistemare le cose con la Segreteria di Stato – continua la pierre – e hai rovinato tutto con quella boccaccia che non sai tenere chiusa. Ora mandi tutto a puttane perché sei triste. Vaffanculo”. C’è tempo per un ultimo consiglio: “Sei depresso? Scopa, che ti passa la tensione”.

Bravi... Credete A "le Iene"... Ululano!!

Video ripreso da facebook, pubblicato su “YouReporter” da Maurizio Martigli (autore di quanto di seguito riportato e mostrato in video).

"Ascoltate il video con telefonata registrata alla Redazione de "Le Iene"... oltre che maleducata la "redattrice" è anche molto arrogante... Quando non si sà cosa rispondere si attacca miserabilmente! Io gli offro prove per fare SERVIZIO UTILE al Popolo Italiano... ma non è lei che decide... sono gli Autori. Evidentemente gli Autori hanno deciso che attaccare Renzi non si può... Bravi Italiani, continuate a credere in ciò che vi rende IPNOTIZZATI! Io personalmente la mia LOTTA la continuo sulla Rete. La TV la lascio agli IDIOTI a cui piace farsi rendere SCHIAVI".
Fonte

mercoledì 25 novembre 2015

WHISTLEBLOWER: M5S INCASTRA IL COMITATO DELLE REGIONI #IOSTOCONROBERT

Che mondo sarebbe se il controllore venisse sanzionato e giudicato dal controllato?
Un mondo tagliato su misura per il Comitato delle Regioni (CdR), una delle tante istituzioni comunitarie - con sede a Bruxelles - che deliberatamente decide d'ignorare una risoluzione del Parlamento Europeo, diverse sentenze del Tribunale della funzione pubblica e altrettante conclusioni dell'OLAF. Il soggetto è sempre lui: Robert McCoy, il whistleblower maltrattato e licenziato solo per aver svolto scrupolosamente il proprio lavoro. Dopo aver denunciato il marcio occulto del CdR ponendo all'attenzione le più bieche pratiche di corruzione che lo infestano, professione per la quale era retribuito, è stato buttato fuori dagli stessi che aveva denunciato.
Siamo arrivati oltre al paradosso, come se un allenatore espellesse l'arbitro.
Questi signori della paura che siedono nei board delle istituzioni capiscono un solo linguaggio, quello dei soldi. Il portavoce M5S Marco Zanni ha quindi deciso di prenderli in controtempo, proponendo alla Commissione Budget di negargli un trasferimento di bilancio (e quindi il finanziamento) fino a quando la situazione non sarà risolta. Richiesta che è stata in parte accolta. La discussione e il voto sono stati rimandati per approfondire ulteriormente il caso.
CHI SONO I WHISTLEBLOWER?
I whistleblower sono le "gole profonde" delle istituzioni. Il loro ruolo è di fondamentale importanza per la trasparenza. Sono loro ad avere l'importantissimo compito di denunciare pubblicamente alle autorità attività illecite o fraudolente all'interno del governo, di un'organizzazione pubblica o privata o di un'azienda. Più un whistleblower lavora bene, più trasparente sarà l'istituzione che rappresenta. Maggiore è il grado di corruttibilità del whistleblower, maggiore sarà la corruzione all'interno dell'istituzione.
IL CASO DI ROBERT MCCOY
Robert McCoy da dodici anni combatteva una battaglia per ottenere giustizia. Fu molestato e infine licenziato dal suo posto di lavoro per aver svolto la sua professione in modo scrupoloso, segnalando pratiche di corruzione imbarazzanti all'interno del Comitato delle Regioni. Con la pressione del Movimento 5 Stelle la figura di Robert McCoy è stata riabilitata completamente. Abbiamo vinto la battaglia per la trasparenza costringendo il Parlamento a schierarsi. Ma non è bastato, perché il Comitato delle Regioni si rifiuta di applicare le sentenze.
COSA DOVEVA SUCCEDERE
A seguito del voto in plenaria di aprile 2015, il Comitato delle Regioni dovrebbe rispettare le conclusioni della sentenza del Tribunale della funzione pubblica dell'Unione Europea, del 7 maggio 2013, e dare seguito, senza indugio e integralmente, alle richieste del Parlamento Europeo contenute nella sua decisione del gennaio 2004. Secondo voi cosa è successo da allora? Assolutamente nulla. Peccato per loro, perché noi non ce ne siamo dimenticati.

Sulla figura dei whistleblower si ergono i più mastodontici conflitti d'interesse. Anche in Italia, come abbiamo visto, è più facile stare dalla parte dei corrotti. Questa è una battaglia di civiltà, di coerenza e di trasparenza. Robert McCoy è un simbolo, oltre che un uomo onesto.


martedì 24 novembre 2015

Whistleblowing: una buona legge contro la corruzione? Il PD la distrugge

Il whistleblowing è una legge fondamentale per combattere la corruzione. In cosa consiste è facile da spiegare: chi denuncia la corruzione dall'interno, sia nel pubblico che nel privato, deve poter contare sull'anonimato, sulla protezione e riceve anche una percentuale di quanto lo Stato recupera dalla sua azione di denuncia. L'ispirazione di questa legge è americana, negli Stati Uniti è presente da moltissimi anni ed è un'arma efficace per combattere soprattutto le frodi finanziarie, infatti le ricompense hanno raggiunto anche decine di milioni di dollari per chi ha aiutato la legge a scoprire casi di corruzione.
Il M5S sta lavorando da due anni a questo progetto di legge, ascoltando tutte le associazioni, in primis Trasparency la più importante nella lotta alla corruzione, ma anche altri soggetti come "Riparte il futuro" affinché fosse una legge condivisa da tutti e scritta con il contributo di tutti, una legge fondamentale per combattere il cancro della corruzione in Italia. Abbiamo ricevuto anche l'interesse dell'ambasciata americana di Roma per questo progetto di legge, proprio perché è ispirato ai loro principi in materia di lotta alla corruzione.
E il PD? Il premier, il Governo e la sua assortita maggioranza sono stati sempre silenti. Non hanno partecipato ai lavori, non si sono mai interessati alla questione, anzi probabilmente non l'hanno neanche capita, o hanno fatto finta di non capirla, perché si sa che quando si parla di corruzione, il PD si mette in allarme.
Due ore prima che si chiudesse l'iter in commissione Giustizia, dove siamo relatori di maggioranza, con la legge a prima firma Francesca Businarolo, ecco che il PD presenta emendamenti soppressivi e riscrive tutta la legge, in poca parole tradisce tutti i cittadini onesti.
Nelle ultime due ore di tempo il PD si è reso conto che la nostra proposta di legge era un colpo efficace contro la corruzione, quindi sono corsi ai ripari ed è scomparsa la protezione per chi denuncia, è scomparso l'anonimato ed anche il premio in denaro, in poche parole hanno cancellato la legge, distruggendola.
Da una parte Renzi, e lo denunciamo pubblicamente, abbandona appena ha la possibilità i cittadini onesti, mette il bavaglio a chi vuole denunciare facendogli capire che non avrà protezione e aiuto di nessun genere, e soprattutto straccia la democrazia.
Perché si straccia la democrazia? Perché il whistleblowing era una proposta di legge in quota minoranza, e un rispetto istituzionale vorrebbe che la maggioranza non stravolga una legge in quota per la minoranza. Certo deve partecipare, migliorare, ma se poi le leggi le scrive solo la maggioranza, la democrazia è a rischio.
Bon, neanche più la cortesia istituzionale esiste più. In Parlamento siede un gruppo di potere che non si distingue più in sinistra o destra, ma sono uniti nella medesima voglia di potere, assetati di corruzione e che temono i cittadini onesti. Ecco perché non sanno neanche che cosa sia il rispetto istituzionale, perché significherebbe rispettare le Istituzioni.
La banda del PD, insieme a Ncd, ha distrutto la legge sul whistleblowing, e ai corrotti è ancora una volta garantita lunga vita. 

#M5s-Roma, i simpatizzanti: “Senza Di Battista si rischia”. Ma gli attivisti: “Non ci serve Maradona, la coerenza è vincente”

Il M5s può conquistare Roma? La Capitale è pronta all’invasione pentastellata? Secondo gli attivisti il clima è cambiato, e la vittoria è imminente. “Non c’è alternativa, ci auguriamo di fare la fine di #Pomezia e #Livorno” dicono i cittadini a #Dragona, nella periferia romana a pochi chilometri da Ostia, dove i volontari del #M5s si sono occupati della pulizia di un parco nella borgata. E proprio da Ostia che è partito il boom dei 5 stelle a Roma. Oggi hanno una reale chance di vincere e la selezione del candidato diventa cruciale. “Certo con un Di Battista è fatta, Roma ha bisogno di una faccia nota, senza si rischia”. Molti simpatizzanti farebbero questa scelta al volo. Ma gli attivisti compatti bocciano questa ipotesi. “Non serve un Maradona, ma una squadra” afferma un ragazzo. Tra gli attivisti la discussione è animata su un altro fronte: chi sceglierà il candidato romano. I giornali parlano di divisioni tra correnti e di un #Casaleggio intenzionato a strappare la partita al locale per una votazione online nazionale con la partecipazione dei 100 mila iscritti. “Non è giusto, cosa ne sa un milanese del territorio di Roma, dovrebbero scegliere gli attivisti romani come a Milano e Torino” dicono alcuni. “E’ la Capitale, forse è corretto chiedere un parere nazionale” sostengono altri. Qui a Roma gli attivisti punterebbero di sicuro su uno dei consiglieri uscenti, tra i quali la competizione è forte. Per Marcello De Vito sono illazione e notizie fantasiose: “Ma quali correnti, il M5s romano è compatissimo, seguiremo le regole di sempre”. Ma la deputata Roberta Lombardi conferma l’ipotesi in ballo di una votazione nazionale: “Abbiamo letto, è buon suggerimento, valuteremo” dice sorniona.  A Roma un De Vito può farcela o serve un nome blasonato, un big? “Perderemmo l’anima e diventeremmo come il Pd, non ci affidiamo a l’uomo solo al comando, non è nel nostro dna, il M5s è un progetto collettivo” replica la Lombardi. “Non è più il momento di essere superficiali, votiamo il bel Marchini e poi? La politica marcia di questi anni è il risultato anche di questa logica” risponde un’attivista. E Grillo? Che ruolo deve avere alle prossime elezioni? Il leader di sicuro, dopo il cambio del logo, fa intuire di voler stare più nel retropalco. “Casaleggio è inquietante e Grillo spaventa, i nostri parlamentari sono apprezzati, ma la gente diffida di loro e le sue bordate terrorizzano. Senza Grillo il M5s stravince” afferma una signora. “A Grillo dobbiamo tanto, deve continuare a fare il ‘notaio‘, è un nostro punto di riferimento” rispondono altri.” Andrà intour in quei mesi è evidente il passo indietro, ora tocca a noi” aggiunge un’attivista. “ Non abbiamo paura di conquistare Roma, siamo consapevoli della mission possible che ci aspetta, il M5s deve e può vincere in questa città, dobbiamo fare una campagna elettorale onesta, basta prendere in giro i romani, questa amministrazione va capovolta, Grillo ha ragione”  chiosa la Lombardi

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ATTENTI ALLA #TURCHIA

Questa mattina un caccia turco ha abbattuto un caccia russo reo, secondo il governo di Ankara, di aver invaso il loro spazio aereo.
Quelle che vedete sono la traccia satellitare del velivolo e, accanto, la stessa riportata sulla mappa. Pare evidente quindi che lo sconfinamento sia durato, si e no, qualche secondo.
Ora mi chiedo, a che gioco sta giocando la Turchia?

Vi chiedo di immaginare la scena in un altro contesto, immaginate che un nostro caccia, per errore ma addirittura anche per provocazione, sorvolasse Marsiglia per qualche secondo e la Francia, per questo lo abbattesse. Come reagirebbe l'Unione Europea? E la NATO? Pensate poi se fosse un caccia americano, apriti cielo.

E allora qualcosa non mi torna, qui stiamo parlando di un membro NATO (la Turchia) che, non soltanto aiuta l'ISIS in più modi come dimostrato ampiamente, ma, addirittura, abbatte senza alcuna mediazione un caccia, in atteggiamento non ostile, di un paese impegnato nella lotta all'ISIS.
Ora attendiamoci qualsiasi reazione...questi pazzi giocano alla guerra con le nostre vite.

IN ITALIA I MORTI NON HANNO LO STESSO VALORE

Giovanni Lo Porto e Valeria Solesin
Premetto che con questo post non voglio fare polemiche sterili e porgo le mie sentite condoglianze alla famiglia di Valeria Solesin. Ma devo invitarvi a riflettere sui due pesi e le due misure adottati dai media e dalle istituzioni italiane davanti a due vittime con lo stesso passaporto.
Il ragazzo in questione è Giovanni (detto Giancarlo) Lo Porto mentre la ragazza è Valeria Solesin. Li vedete entrambi nella foto sorridenti...

L'uno cooperante, l'altra studentessa. L'uno vittima della follia bellica in un raid americano in Pakistan, dove era andato ad aiutare gli ultimi, l'altra vittima della follia terroristica dell'ISIS, mentre trascorreva una normale serata come tutti i ragazzi della sua età.
Una cosa li accomuna senza alcun dubbio, lo Stato di appartenenza. Uno Stato indifferente e a volte colpevole. Giancarlo Lo Porto da una parte, Valeria Solesin dall'altra. 
Entrambi sono rientrati in Italia dentro una bara, entrambi funerali civili/laici, entrambi vittime italiane, entrambi ragazzi pieni di voglia di vivere, entrambi intelligenti, entrambi contro la guerra. 
Giancarlo è stato "accidentalmente" ucciso da un drone americano lungo il confine tra Afghanistan e Pakistan, mentre era ostaggio. Obama si scusa pubblicamente. Renzi (come sempre) non fiata e non si fa vedere, i media praticamente non ne parlano, niente commozioni, indignazioni ed approfondimenti. 

Ad oggi non si è ancora fatta chiarezza sulle responsabilità del governo americano e di quello italiano. A nessuno sembra interessare...
Valeria sfortunatamente è andata ad un concerto con degli amici a Parigi e ne è uscita morta. Colpita da armi in mano a pazzi fondamentalisti islamici. 
Ai funerali di Giancarlo non c'era Renzi, né il palermitano Mattarella (domani viene qui a Strasburgo, proverò a dirglielo), non c'era un solo esponente del governo, neanche regionale. Nessuno. Solo il Sindaco di Palermo. 
Per la morte di Giancarlo Lo Porto non c'è stata una mobilitazione della stampa, niente servizi strappalacrime in TV per una settimana, racconti di quando era piccolo e delle tantissime esperienze di cooperazione, nessuna sete di giustizia ed emotività popolare. Niente, una battuta di agenzia e buona notte a tutti, meglio non fare arrabbiare lo zio Sam.
Eppure Lo Porto aveva davvero un profilo da riempirci in palinsesti televisivi per settimane, un ragazzo della umile Palermo con un profilo eccezionale (vi prego di informarvi sulla sua biografia) che aveva dedicato tutta la sua vita e professionalità ad aiutare gli altri e che il cooperante lo faceva di mestiere e nei posti più difficili del pianeta...

La mobilitazione mediatica che c'è stata per la morte e per i funerali di Valeria l'avete vista tutti... E non mi dispiace affatto che ci sia stata, quel che mi dispiace è vedere come sia normale accettare i due pesi e due misure...
Vittime uguali ma diverse. Vittime di diverso livello. 
Perché il popolo deve indignarsi e commuoversi se si muore per dei folli terroristi ma è meglio non parlarne troppo se si muore di fuoco "amico".
Se i civili li ammazza la NATO non sembrano essere lo stesso tipo di civili, sembrano valer meno...
Giancarlo non meritava il silenzio desolante di questo Governo. Giancarlo meritava attenzione, voglia di giustizia e di approfondimento e lo merita ancora... Così come forte è rimasta la voglia di verità della famiglia, degli amici e di chi crede che la guerra non sia mai una soluzione. E sono certo che Valeria avrebbe condiviso questo concetto...

Vorrei che oggi ogni politico e ogni cittadino, soprattutto quelli che nei social network si armano e incitano alla guerra, si fermassero a riflettere. 
Pensate a fondo se è giusto che una vittima civile sia considerata di livello diverso. Pensateci se è stato giusto il comportamento delle autorità e dei media italiani...

Pensiamoci e pretendiamo giustizia, verità e soprattutto equità

lunedì 23 novembre 2015

Il Governo spalle al muro sui marò


Ho montato questo breve video solo per dimostrarvi come, dati alla mano, si possano fare a pezzi le balle del Governo del Bomba toscano.
Ieri abbiamo parlato dei nostri Fucilieri di Marina detenuti illegalmente in India, il sottosegretario alla Difesa Rossi ha provato a prendersi i meriti per l’arbitrato internazionale e difendere la linea del Governo.
Sentite come li ho messi spalle al muro, se solo lo facesse anche la stampa non saremmo ancora vittime dell’esecutivo peggiore di sempre…

E’ solo questione di tempo…

venerdì 20 novembre 2015

#5giornia5stelle del 20 Novembre 2015 - #finanziamolasicurezza


Una settimana drammatica per il mondo intero, ancora sotto choc per gli attentati di Parigi. In Parlamento si è affrontata una discussione a volte accesa, in cui il M5S ha presentato le sue proposte e anche le sue critiche all’azione del governo che secondo noi non va nella direzione giusta per fermare e combattere il terrorismo. Come hanno affermato in aula Di Battista, Tofalo e Giarrusso l’Italia deve anzitutto dare più risorse alla sicurezza e all’intelligence, anziché tagliarle; cambiare rotta sulle missioni all’estero spesso inutili e costose; affamare il califfato tagliandogli le risorse come il petrolio, i finanziamenti (di Paesi troppo spesso da noi considerati “amici”) e la vendita di armi; e poi, uscire dallo strangolamento della crisi che impoverisce le stesse popolazioni europee.
A proposito di strangolamenti, al Senato Barbara Lezzi interviene sulla legge di stabilità: non solo è una rapina nei confronti del Sud e di tutto il Paese, ma è anche un vergognoso mercimonio tra i politici, in cui il bicameralismo è usato come merce di scambio per appoggi trasversali.
Anche da Bruxelles, alla conferenza “Euro il momento della verità" Marco Valli e Laura Agea sottolineano l’importanza del reddito di cittadinanza come misura di civiltà e la necessità di uscire dai parametri se non si vogliono uccidere le economie interne.
Alla Camera una vittoria del MoVimento e di una “pianta a 5 stelle”: grazie ad una nostra proposta, tornerà in Italia la coltivazione della canapa ad uso industriale. Beppe ne parlava da 10 anni...  
Dal Senato, invece, Andrea Cioffi insieme all’economista Matteo Decina sottolinea l’importanza della banda ultralarga e della fibra ottica, indispensabili per l’innovazione e per dare un impulso all’economia del Pese.
Sempre al Senato, Giovanni Endrizzi sottolinea come il PD bocci ogni iniziativa del M5S vòlta a regolamentare il gioco d’azzardo e la pubblicità al gioco. Quante persone, tra cui tanti ragazzi, dovranno rimetterci ancora la salute e i risparmi?

Massimo De Rosa e Mirko Busto annunciano che il M5S aderisce alla marcia per il clima, e sarà presente ai negoziati di Parigi per raggiungere un accordo globale, promuovere un modello nuovo e sostenibile, e salvaguardare il pianeta.
Infine, di nuovo da Bruxelles, il nostro Dario Tamburrano ci invita a collegarci al portale Lex per fare proposte sulla revisione dell’etichettatura per l’efficienza energetica degli elettrodomestici, revisione ottenuta finalmente proprio dal M5S.

Legge di stabilità: meno fondi per le assunzioni giovanili, il governo colpisce l'agricoltura

Ecco come il governo Renzi inganna i giovani lavoratori in agricoltura e le aziende che vorrebbero assumerli con contratti regolari. Nel giugno 2014 viene stanziato con decreto dell'esecutivo un Fondo, presso il Ministero delle politiche agricole, per erogare incentivi alle aziende che intendano assumere con contratti a tempo determinato o indeterminato i lavoratori fra i 18 e i 35 anni. Si tratta di 9 milioni di euro all'anno per i prossimi tre anni, per un totale di 27 milioni di euro nel periodo 2016-2018. (D.L. 24/06/2014 n. 91 come modificato dalla Legge di conversione 11/08/2014 n.116)
Con la legge di stabilità, ora in esame al Senato, sempre il governo toglie a quel fondo circa 8 milioni di euro l'anno (oltre 24 milioni totali). Risultato? Il fondo viene svuotato e per i giovani non rimangono che le briciole. Lo denunciano i senatori in commissione Agricoltura Luigi Gaetti, Daniela Donno ed Elena Fattori.
Eppure il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, annunciando il decreto aveva esultato per la diminuzione della "tasse per chi fa impresa agricola"; e il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, aveva parlato di "meno tasse e più semplificazione e investimenti per sostenere un settore strategico anche per la lotta alla disoccupazione".
Per le aziende c'erano dei parametri da rispettare: il contratto doveva avere "almeno durata triennale"; aveva l'obbligo di "garantire al lavoratore un periodo di occupazione minima di 102 giornate all'anno"; e prevedeva la stipula esclusivamente con giovani "privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi". Tutte queste disposizioni dal prossimo anno non avranno il supporto economico previsto inizialmente.
Secondo la relazione che accompagna il testo della Legge di Stabilità, e che motiva il prosciugamento del Fondo nel comma 9, la "disposizione è volta a ricollocare delle risorse finanziarie non effettivamente necessarie all'attuazione della misura". Tradotto: i soldi stanziati sarebbero troppi, tanto che non vengono utilizzati.
In realtà queste agevolazioni sono entrate in vigore solo da pochi mesi, quindi non erano note a tuttigli agricoltori e allevatori. E poi, il Fondo prevedeva sì degli incentivi ma a partire dal 2016, quindi le aziende perché dovrebbero assumere oggi, nel 2015, caricandosi di tutti costi?

Renzi continua con una politica fatta di annunci. Promette nuovi fondi, spesso su basi triennali. Poi, con qualche intervento successivo, vengono eliminate le risorse stanziate. Così resta l'annuncio e l'impressione di aver fatto qualcosa.



giovedì 19 novembre 2015

Governo Pinocchio, l'Iva sul pellet rimane al 22%

Sul pellet il Governo del fossile colpisce ancora, e per raggranellare 90 milioni di euro toglie con la mano destra ciò che aveva inserito con la mano sinistra.
Il Pd e Renzi hanno mentito di nuovo, ed hanno riportato l'Iva sulla vendita dei pellet al 22%. L'ennesima farsa renziana è andata in scena attraverso un emendamento dei relatori della legge di Stabilità molto poco pubblicizzato, dopo che nel testo di legge era stata portata al 10% con i soliti tweet di compiacimento.
La mancata riduzione dell'Iva sul pellet favorisce i "signori del gas" e le varie multi utilities quotate in Borsa (Hera, Iren, A2A etc) a danno di piccole imprese e cittadini, sempre nel solco renziano del tutelare i potenti. In Italia infatti sono state vendute quasi 2 milioni di stufe a pellet e oltre 60mila caldaie ad uso domestico .
Quasi tutto il pellet consumato in Italia (il 96%, pari a circa 2,7 milioni di tonnellate nel 2014) è usato nel settore residenziale: l'81% nelle stufe (se ne contano circa 2,2 milioni), il 15% nelle caldaie domestiche (con potenze inferiori a 35 kW) e il 4% in quelle commerciali, cioè con potenza oltre 35 kW.
Con questa scelta il governo Renzi fa capire ancora una volta da che parte sta: quella dei più forti.

Ma è quella sbagliata. Il Movimento 5 Stelle, che sta con i cittadini e le piccole imprese, vuole una energia ed economia ecosostenibile e circolare e lotterà per riportare l'Iva sulla vendita dei pellet al 10%.

RENZI È FINANZIATO DALL'IMMENSA LOBBY DEL TABACCO

C'era una volta una multinazionale del tabacco, che contrabbandava il suo stesso prodotto per non pagare troppe tasse. La brava Unione Europea se ne accorse e i due, dopo una bella litigata, raggiunsero un accordo di 2 miliardi di dollari per fare pace.
Ma il colosso fabbrica tumori di redimersi proprio non ne voleva sapere. Continuando nella contraffazione ha fatto arrabbiare sul serio le istituzioni europee, che dal canto loro hanno creato una bella direttiva per costruire un controllore serio ed affidabile.
Tutto e bene ciò che finisce bene, ma arriva il colpo di scena: Matteo Renzi. Il premier italiano, affamato di soldi per la sua comunicazione, decide di non recepire le norme di mamma Europa, concedendo il ruolo del controllore serio ed affidabile al controllato. Il motivo? Semplice, il principale e maggiore finanziatore della sua fondazione Open (vera e propria cassaforte) è stata lo scorso anno la "British American Tobacco".
Questa è una storia di ordinaria follia all'italiana, che cercheremo di spiegarvi nel dettaglio di seguito.

LA CONTRAFFAZIONE ARRIVA DAI PRODUTTORI
Si possono chiamare il mille modi gli "accordi" con l'industria del tabagismo, ma la sostanza non cambia. Nel 2003 l'Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato la convenzione per la lotta al fumo: la cosiddetta "Framework Convention on Tobacco Control". Quest'ultima mira a ridurre in tutto il mondo le malattie e il numero di decessi dovuti tabacco, e a fermare il mastodontico problema della contraffazione. Infatti, una grossa quota delle merci illegali proveniva direttamente dalle aziende produttrici, che hanno innumerevoli sedi distaccate in varie località. L'UE ha deciso di approvarla a modo suo, stringendo accordi con quattro principali produttori: "Philip Morris International" nel 2004, "Japan Tobacco" nel 2007, "British American Tobacco" nel 2010 e "Imperial Tobacco Limited", sempre nel 2010. Secondo i termini di queste intese pluriennali, i produttori devono pagare un totale collettivo di $ 2.150.000.000 a favore dell'UE e degli Stati membri.

LA COLLUSIONE DEL GOVERNO ITALIANO
Seguendo le briciole di pane lasciate per strada si arriva alla soluzione. Nonostante la Commissione Europea abbia dichiarato prematuro l'adozione di qualunque tecnologia per la tracciabilità prima della definizione degli standard, il Governo Italiano vuole affidare quest'ultima alla multinazionale Philip Morris (controllore e controllato in quel caso coinciderebbero). Invece di accogliere il protocollo contro il commercio illegale di tabacco dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del 2012, che all'articolo 8 prevede l'obbligo per i governi nazionali di non "appaltare" il monitoraggio ai produttori di tabacco, l'esecutivo va in direzione diametralmente opposta. Questa vicenda si sta svolgendo mentre il Ministro Lorenzin resta al coperto e non dice una parola.

LA COMPLICITA' DEL PREMIER
La guerra delle lobby del tabacco produce effetti anche visivi. Sull'Unità, il giornaletto del PD, compaiono belle paginone di pubblicità contro il contrabbando di sigarette. Indovinate di chi? Esatto: sempre della British American Tobacco, finanziatrice dei vizi dei premier. Intanto, Philip Morris ha casualmente annunciato l'acquisto di 500 milioni di euro di tabacco dalla filiera italiana, alla cui firma si è presentato Matteo Renzi in persona. Tutto palesemente si lega.
Il Movimento 5 Stelle si è accorto di queste coincidenze, le quali rivelano ancora una volta il marcio che finanzia l'azione dell'esecutivo italiano.
Piernicola Pedicini ha deciso di presentare due interrogazioni.
Marco Valli sta monitorando la situazione in Commissione controllo dei bilanci, chiedendo che gli Stati membri rendano pubblico l'utilizzo dei soldi intascati dalle aziende produttrici.

Vi terremo informati sulle prossime mosse. Seguiteci e condividete.
Noi non molleremo mai.

Le cartelle Equitalia poco chiare sono illegittime

"Una bella notizia per i cittadini onesti! Una sentenza interessante è stata prodotta dalla Commissione Tributaria Regionale di Milano.
E' stato approvato un ricorso di un cittadino che sosteneva di aver ricevuto cartelle da Equitalia e Agenzia delle Entrate che non fossero trasparenti e chiare. Infatti la cartella era lievitata in pochi anni fino a 28.600 euro senza spiegare al contribuente come ciò fosse accaduto.
A seguito degli esami effettuati dalla Commissione è stato confermato che l'atteggiamento poco chiaro obbliga a considerarle nulle visto che non contengono l'indicazione della base di calcolo degli interessi, ossia omettono di indicare, in modo dettagliato, le aliquote applicate per ciascuna annualità. Secondo la CTR di Milano ne consegue che vanno dichiarate illegittime "tutte le cartelle che riportino solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza indicare come si è arrivati a tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle varie annualità".

Potete trovare questa e altre info presso i Punti regionali di Soccorso AntiEquitalia che stanno nascendo su tutto il territorio nazionale.

VIDEO Come funzionano i punti di soccorso anti Equitalia del M5S

Non si dialoga con chi finanzia il terrorismo

Renzi con il Principe ereditario e Ministro dell'Interno
dell'Arabia saudita, Mohammed bin Nayef, durante la
sua visita a Riad l'8 e il 9 novembre
La guerra al terrorismo portata avanti finora non ha prodotto risultati, se non quello di rafforzare i terroristi che ora dispongono di un territorio ricco di petrolio dalla cui vendita ricavano mezzo miliardo di dollari ogni anno. Per eliminare l'ISIS ed evitare massacri come quello di Parigi bisogna colpirlo prima di tutto nel portafoglio.

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Eliminare l'#ISIS e i suoi finanziatori


Intervento di Giorgio Sorial, capogruppo M5S Camera,
pronunciato nell'Aula di Montecitorio lunedì 16 novembre 2015

"Gli attacchi di Parigi sono stati terribili e hanno scosso la coscienza e la percezione di ognuno di noi. Nella capitale francese è stata realizzata una vera e propria azione militare con un commando specificatamente addestrato e pronto a morire.
Gli attacchi di Parigi sottolineano ormai quanto siano deboli e facilmente attaccabili i sistemi occidentali, incerti e fortemente divisi sulle forme di contrasto al terrorismo e il nostro Paese, con il Giubileo alle porte, rischia di oggi di divenire il primo bersaglio dei fondamentalisti.
Se i fatti di Parigi rappresentano l'11 settembre europeo, quel che è certo è che occorre rispondere in modo totalmente diverso da come si è risposto dopo l'11 settembre statunitense. Questo perché, da quando si è dichiarata una guerra totale al terrore, il terrore è proliferato: i dati del Global Terrorism Index rivelano che le vittime del terrorismo sono quintuplicate dagli attacchi alle Torri Gemelle e nonostante i 4.400 miliardi di dollari spesi nelle guerre in Iraq, Afghanistan e in altre aree di crisi sono nate nuove sigle jihadiste.
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Come combattere efficacemente il terrorismo
Negli ultimi 45 anni, sempre secondo il Global Terrorism Index, l’80% delle organizzazioni terroristiche è stato neutralizzato grazie al miglioramento della sicurezza e alla creazione di un processo politico finalizzato alla risoluzione dei problemi che erano alla base del sostegno ai gruppi terroristici. Appena il 7% è stato eliminato dall’uso diretto della forza militare.
Gli attentati di Parigi e i loro esecutori dimostrano ancor di più che il terrorismo 2.0 si affronta internamente, non facendo alzare in volo un F35. L'Italia, ancor prima degli attentati di Parigi, aveva un disperato bisogno di sicurezza. Le forze dell'ordine sono sotto organico e mal equipaggiate. Le risorse sprecate in cacciabombardieri difettosi (ben 13 miliardi di euro) e in una guerra inutile, oltretutto persa, come quella in Afghanistan, vanno investite in sicurezza interna.
Come eliminare l'ISIS
La sicurezza è un investimento, non solo una voce di bilancio. Oltre alle forze dell'ordine è l'intelligence che necessita di sostegni ulteriori, anche attraverso la formazione di corpi d'élite.
Sappiamo tutti che oggi non c'è una soluzione immediata al terrorismo, ma sappiamo anche che il terrorismo è una macchina che va a benzina. Per togliergli la benzina occorre da un lato lavorare sul traffico di armi e dei finanziamenti ad ISIS e contemporaneamente spegnere, uno ad uno, i focolai che alimentano il jihad dandole forza di propaganda utile nel reclutamento di nuovi miliziani.
L'Italia deve:
- ripristinare i fondi che il governo ha tagliato alle forze dell'ordine e dare maggiore sostegno all'intelligence;
- interrompere ogni rapporto e sanzionare tutti quei Paesi che (direttamente e indirettamente) sostengono il jihad. In particolare le monarchie del Golfo (su tutti Arabia Saudita), che contribuiscono a finanziare in modo illegittimo milizie jihadiste con la compiacenza dell'Occidente. A Riad è in vigore la "sharia" così come a Raqqa, quartier generale dell'Isis. A Riad le donne non possono guidare, non hanno alcun diritto, è in vigore la pena di morte, la fustigazione, ma nel nostro governo nessuno sembra stupirsi, neppure quando all'Arabia Saudita viene concessa la guida del consiglio dei diritti umani dell'Onu. Non sembra stupirsi nemmeno Matteo Renzi, che solo pochi giorni fa era in visita proprio a Riad;
- varare subito una moratoria sulla vendita di armi ai Paesi coinvolti in conflitti, anche indirettamente, anche in guerre per procure come quella siriana (sono stati dati diritti alle merci, tra cui le armi e tolti alle persone. Oggi vogliono limitare la libertà delle persone ma non quella delle armi);
- rafforzare le nostre frontiere: siamo la porta di ingresso in Ue, l'Italia è sottoposta a rischi maggiori. Servono maggiori controlli, controlli efficaci;
- introdurre misure volte alla prevenzione del terrorismo, misure atte ad avviare processi di de-radicalizzazione, che nel decreto Alfano sono assenti. Non possiamo sempre reagire, bisogna anticipare l'ipotesi di attacchi. Non sarà un aumento delle pena di prigione a convivere un kamikaze a non farsi saltare in aria in una piazza.
La stabilità in medio oriente è condizione necessarie per sconfiggere il terrorismo. Quindi:
-  ritirare immediatamente le truppe italiane dall'Afghanistan;
- coinvolgere nel processo diplomatico attori cruciali ma finora rimasti al margine del dibattito internazionale, come Lega araba e Unione africana.
La politica estera dei cittadini
I governi europei finora hanno portato avanti iniziative di politica estera non considerando gli interessi e le volontà dei propri popoli. Anziché colpire il terrorismo e salvaguardare la sicurezza e le frontiere d'Europa, hanno garantito interessi privati delle multinazionali e perseguito altri obbiettivi. La situazione sta precipitando ed è necessario un cambiamento di rotta drastico e immediato.
Se la responsabilità degli attentati in Francia è dell'ISIS e l'obiettivo comune è smantellare l'organizzazione dello Stato Islamico nel territorio in cui si è insediato in Siria e Iraq, si inizi con l'individuare e il punire chi compra il loro petrolio, con i proventi del quale finanziano la loro struttura e le attività terroristiche in tutto il mondo. Stime indicano che si tratta di 500 milioni di euro ogni anno. Chi finanzia i terroristi va considerato loro pari.
Tutti insieme contro il terrorismo
L'Europa deve riconoscere come suo alleato qualsiasi Paese mostra il chiaro interesse di combattere il terrorismo, compresa la Russia. L'Italia e i Ventotto devono innanzitutto revocare le sanzioni sancite nei confronti di Mosca per facilitare il percorso di cooperazione e lo svolgimento delle attività diplomatiche. Il governo italiano ha il dovere di agire per garantire la sicurezza interna dei cittadini italiani.

Condanniamo ogni forma di violenza, odio e terrore. Siamo vicini al popolo francese e a tutti nostri connazionali coinvolti. Ci stringiamo attorno al dolore della famiglia di Valeria Solesin."

mercoledì 18 novembre 2015

Olio, M5S: "Governo rischia di 'bruciare' 4 mln del Piano Nazionale"

"Se il Governo non farà partire il Piano Olivicolo Nazionale entro la fine del 2015 rischiamo di perdere 4 dei 32 milioni di euro stanziati con il decreto legge 51 del luglio 2015. Si tratta della prima tranche di finanziamenti fissata per l'anno in corso e ormai al termine che, come da decreto, dovrebbe essere seguita da 14 milioni di euro per il 2016 e altri 14 milioni per il 2017. Perdere questo primo contributo sarebbe un grave danno per un settore strategico dell'agroalimentare made in Italy che, come ci raccontano le cronache, in questo momento risulta essere già sotto attacco". È questo, in sintesi, il contenuto dell'interrogazione al ministro delle Politiche Agricole, Martina, depositata dai deputati del M5S della Commissione Agricoltura.
" Con questo atto parlamentare chiediamo al Governo a che punto sia l'iter per il Piano Olivicolo Nazionale visto che, se non viene emanato entro la fine dell'anno rischiamo di far perdere al settore risorse preziose - aggiunge Giuseppe L'Abbate, primo firmatario dell'interrogazione e capogruppo M5S in commissione Agricoltura - È assurdo che l'Esecutivo, in un momento come questo di crisi strutturale per il settore, non abbia una visione politica in grado di produrre una programmazione industriale. Una lacuna ancora più grave se pensiamo che è proprio per quest'assenza di pianificazione che ha gioco facile la contraffazione".


Lobby del tabacco: arriva il regalo del Governo (in barba all'Ue)

Il governo si appresta a fare un grosso regalo alla lobby del tabacco, in particolare alla Philip Morris, alla quale vogliono affidare il controllo sulla tracciabilità dei pacchetti di sigarette. In pratica, se l'iniziativa andrà in porto, controllore e controllato coincideranno. Non c'è che dire, questo è un bel capolavoro di Renzi e Lorenzin (che su questa vicenda si è imboscata: silenzio totale) che usano come scusa la necessità di recepire una direttiva dell'Ue.
Questa però è solo una scusa: a provarlo è la risposta data dal Commissario Europeo per la Salute, Vytenis Andriukaitis. a un quesito recentemente posto dall'europarlamentare Mairead McGuinness, nella quale dichiara di ritenere prematura l'adozione di qualunque tecnologia per la tracciabilità prima della definizione degli atti delegati della Commissione stessa che indicheranno gli standard da utilizzare. Atti che non saranno prima del 2017.
La fretta con la quale il Governo vuole affidare alla tecnologia creata dalla Philip Morris, il sistema codentify, il controllo sulla tracciabilità è molto più che sospetta. Invece di accogliere il protocollo contro il commercio illegale di tabacco dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del 2012, che all'articolo 8 prevede l'obbligo per i governi nazionali di non 'appaltare' il monitoraggio ai produttori di tabacco, l'esecutivo si muove in direzione diametralmente opposta.
Della vicenda si sta occupando anche un nostro collega a Bruxelles, l'europarlamentare Piernicola Pedicini, che in un'interrogazione prioritaria chiede alla Commissione se sia a conoscenza "del fatto che l'esecutivo italiano, nel recepire la direttiva europea, affidi il controllo della tracciabilità direttamente alle multinazionali del tabacco, in un contesto nel quale le stesse multinazionali sponsorizzano fortemente fondazioni riconducibili ad esponenti presenti e passati del governo nazionale".
Sarà mica che le lobby del tabacco sono molto generose con le fondazioni dei partiti che quindi tale generosità va pur ricambiata in qualche modo?
Così, ecco che l'industria del tabacco viene chiamata a controllare il contrabbando di tabacco. Attendiamo con presentino una legge che affidi i pollai alle volpi.

martedì 17 novembre 2015

M5sRoma. Un PARCO a 5 STELLE, il Parco dei DRAGONI - Dragona (Ostia)


Con questa sorprendente partecipazione cittadina, e' nato un nuovo senso civico e questo servira' da stimolo per il futuro, per un nuovo modello di politica, che mette al centro solo ed esclusivamente il bene comune di tutti i residenti di questo territorio. Una giornata di partecipazione cittadina, davvero incredibile, che ha visto cittadini riparare la staccionata, piantumare piantine, riparare il cancello, verniciare panchine e montare la casetta degli attrezzi. Nel pomeriggio inoltrato sono arrivati ancora cittadini a portare piante da mettere a dimora mentre alcuni commercianti della zona offrivano pizza, fritti, patatine e dolci" - lo ha dichiarato in un comunicato il portavoce del M5S del X Municipio.

"I veri vincitori della serata sono stati i bambini che nel laboratorio del riciclo allestito per loro hanno creato con materiali di scarto il cartello col nuovo nome che hanno scelto per il parco: "Parco dei Dragoni" Per il Movimento 5 Stelle del X municipio queste iniziative andranno ripetute nel corso dei giorni a venire, soprattutto alla luce dei suggerimenti dei cittadini che sono stati consegnati all'Info Point del M5S" - conclude la nota.

Banda ultralarga: l'autostrada del futuro



La banda ultra larga è l'autostrada del futuro. L'infrastruttura di rete in fibra ottica è una priorità per il nostro Paese che risulta penultimo in Europa nel settore della connettività. La banda ultra larga rappresenta l'ultima grande infrastruttura di rete che potrà essere realizzata in Italia, come furono nel secolo scorso la rete elettrica, quella ferroviaria e del gas. Negli scorsi mesi il Movimento 5 stelle ha più volte ribadito la strategicità di quest'opera e la necessità di accelerarne la realizzazione per recuperare il gap accumulato.
La privatizzazione di Telecom ha comportato il passaggio di un monopolio naturale pubblico in mani private. Ad oggi non vi è separazione tra infrastruttura e fornitore di servizi. Per discutere di questa priorità per il futuro dell'Italia, il Movimento 5 Stelle ha organizzato un convegno del titolo "Banda ultra larga, l'autostrada del futuro" che si svolgerà a Roma martedì 17 dalle 10.30 alle 13 presso la Sala Isma del Senato in piazza Capraninca.
Parteciperanno come relatori Giovanni Pitruzzella, Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; Andrea Cioffi, portavoce M5s al Senato della Repubblica; Maurizio Decina, economista esperto di Telecomunicazioni, Fiorina Capozzi, giornalista finanziaria ed in collegamento interverrà Simone Bonannini, AD della società Interoute.

L'evento sarà un'occasione per riflettere sul tema della banda larga, sul ruolo della politica, del pubblico e del privato per ridare all'Italia la competitività di cui ha bisogno tramite uno sviluppo collegato al benessere del cittadino e non alla mera logica finanziaria.

Ma cosa ci stiamo mettendo in testa?

Fabio Angeletti
La guerra non ha mai risolto nulla, ovvero, ha riempito solo le tasche di chi costruisce, vende e traffica in armi. Fare la guerra ad un paese o ad un altro ci espone maggiormente a ritorsioni e questo, credetemi, non ce lo possiamo permettere. I nostri "padri", che di conflitti mondiali, di povertà, di miseria hanno avuto modo di toccarla con mano, presero la giusta decisione di inserire nella Carta Costituente il disprezzo per la guerra. Allora cosa possiamo fare? Come possiamo difenderci da uno "Stato" che come obiettivo si è prefissato quello di far convertire all'ISLAM l'intera Europa pena la morte? Io agirei in questi termini:
1) rivedere il nostro ruolo all'interno della NATO;
2) ritirerei i nostri soldati da tutti i teatri operativi (Balcani, Libano e Afghanistan);
3) cesserei di avere rapporti commerciali (vendita di armi) con i paesi del medio oriente e, comunque, con tutti quei paesi in "odore" di rapporti con terroristi;
4) investirei in sicurezza: più soldi alle forze di polizia e all'intelligence;
5) abbandonerei l'idea di chiudere le frontiere, servirebbe solo a fomentare ancora di più gli animi dei fondamentalisti, ma procederei ad un profondo censimento di tutti gli extracomunitari presenti nel nostro territorio memorizzando in un database anche le loro impronte digitali. Se per questo occorre modificare o fare una legge.... abbiamo visto che in due/tre settimane si può fare di tutto.

Il nostro Paese non ha bisogno di nessuno. Siamo di gran lunga autosufficienti, e questo all'economia mondiale rode di parecchio. Vogliono strozzare la nostra bella Italia: hanno iniziato con le quote latte e finiranno per farci mandare giù il boccone amaro del TTIP. 

Noi non siamo l'America (per fortuna), non siamo ne poliziotti e ne sceriffi del mondo e.... non ci obbliga nessuno ad andare dove vanno gli altri (la storia ci ha insegnato che facendo così ci facciamo solo del male). Abbiamo un Paese che è stupendo, è invidiato da tutti, perchè non impariamo (e qui mi scappa la parolaccia... scusatemi) A FARCI UN PO' DI CXXXI nostri?
Fabio Angeletti